Ivan Cusi Art
Dalla passione per Michelangelo alla ricerca della perfezione in nuove tecniche e strumenti non convenzionali, per arrivare a quell'innovazione che rende moderna l'arte della scultura.
Ivan coltiva la passione per l’arte sin da bambino, trovandosi spesso a contatto con opere vendute dalla sua famiglia. Ben presto ha avuto modo quindi di testare l’arte attraverso la pratica, sperimentando che non si trattava solamente di una passione teorica ma tanto più di una predisposizione naturale al modellato all’inizio e poi della scultura di materiale lapideo.
Appassionato da sempre di Michelangelo, come la maggior parte degli scultori ha avuto la fortuna di visitare molti musei in età adolescenziale, e racconta spesso nelle sue interviste che l’essere italiani possa permettere di avere nel dna quella facoltà di poter comprendere le nostre predisposizioni all’arte: “..credo che l’aria che respiriamo e le città in cui viviamo, la fototeca mentale degli elementi architettonici della nostra nazione ci permetta di poter alimentare e crescere artisticamente in una visione dell’arte che appartiene soprattutto all’Italia”.
Il percorso di formazione inizia da una prova con il modellato avvenuta in tenera età, ai tempi delle scuole medie, quando partendo da un materiale semplice come la creta da forma ad un “mascherone” a forma di piccione, che teneva in bocca un anello, tipico elemento architettonico utilizzato in passato per bussare alle porte: “..In modo molto naturale riuscivo a dare questo senso della simmetria che era non solamente nella parte perimetrale del lavoro, ma anche nei volumi. Mi veniva così, naturale, come un bambino che gioca a pallone..”
Al liceo artistico ha affinato le tecniche del modellato e in concomitanza a questo, fuori della scuola, inizia a scolpire il peperino, tipico materiale del territorio della Tuscia Viterbese e il marmo.
Dopo un lungo percorso, fatto di prove ed esperimenti da autodidatta, inizia a sperimentare il bassorilievo e la figura, realizzando oggetti ornamentali. Il liceo artistico gli trasmette una grande energia e voglia di intraprendere un percorso artistico e professionale, grazie anche a un professore e all’empatia che si era creata tra allievo e insegnante, in seguito alla quale decide di trasferirsi a Carrara per affrontare l’Accademia di Belle Arti di scultura, iniziando ad esplorare tecniche sempre più approfondite specialmente nei laboratori.
L’accademia gli dona la conoscenza dell’anatomia, della storia dell’arte e delle proporzioni, in particolare la Scuola del Nudo. I laboratori sono invece il vero veicolo di crescita sia tecnica che di finitura e dettaglio, e lo temprano per affrontare la difficoltà vere della scultura.
Dai laboratori di Carrara, inizia ad affrontare la scultura con un approccio classico, seguendo gli esempi dei grandi scultori come Michelangelo e Bernini, sperimenta il modus operandi del togliere materia e lisciare portando la superficie all’estrema perfezione, ma si rende ben presto conto che era necessaria l’introduzione di elemento di modernità ed innovazione, e quindi creare un nuovo modo di fare la scultura attraverso anche strumenti non convenzionali. E’ da questo continuo sperimentare che prende ispirazione per la scultura che consacrerà il suo percorso artistico, l’opera “Francesco”, dedicata ed ispirata al pontefice e realizzata tra il 2019 e il 2020.
Ivan Cusi si racconta, ascolta l'intervista integrale
"Francesco"
MARMO STATUARIO CAVE MICHELANGELO – 2020/2021
E’ un opera complessa, scolpita da un blocco di marmo statuario, nella quale Ivan mette a frutto e sperimenta nuove tecniche e nuovi strumenti, per arrivare ad un realismo molto accentuato, ad una espressività muscolare e un livello di dettaglio mai visto prima in opere di questo tipo.
Tra i dettagli che portano l’opera ad essere una scultura nella scultura troviamo quello dell’anatomia della pelle, un gioco di dettagli ottenuto negli ultimi decimi di millimetro grazie all’ausilio di strumenti non convenzionali nella scultura classica. L’introduzione di questi nuovi tratti, crea quell’elemento di innovazione, quella commistione di elementi come ad esempio il senso del bello unito al difetto. Il contrasto tra il difetto e la bellezza raccontato dall’immagine perfetta del Papa inteso come Vicario di Cristo, figura angelica quindi priva di quella umanità che invece hanno tutte le persone normali, in contrasto estremo con la realtà del corpo, espressa al massimo nell’anatomia della pelle, è uno degli elementi che rende l’opera umana.
Un’altra caratteristica particolare di questa scultura sono gli occhi. Troviamo negli occhi un tentativo estremo nel voler oltrepassare quel limite che pochi hanno superato. L’occhio nero, scavato in profondità quindi molto scuro con quel punto luce centrale che gli dona questo senso di vita, realizzato con estremo gioco di volumi e di passaggi di piano, tra il molto scavato e il molto emergente, crea un effetto che rende l’occhio realistico. L’estrema difficoltà nel realizzare poi lo sguardo, in un equilibrio di millimetri, il gioco di luci e ombre attraverso questo ostinato “entrare nella materia” questo “entrare nel profondo” è senza dubbio uno degli elementi più affascinanti di quest’opera, un’operazione unica ed estremamente pericolosa poiché nel marmo non è possibile correggere, ma che è riuscita alla perfezione rendendo questo busto una scultura molto dinamica e donando luce ed espressione a questo volto sorridente.
L’anatomia del volto e la gestione del viso è un altro aspetto in cui Ivan sprigiona tutto il suo senso di innovazione, di ricerca della perfezione, e sperimenta per la prima volta un volto sorridente giocando con l’espressione dei muscoli facciali che deformano il volto e lo rendono vivo e presente, quel sorriso che Ivan ha accentuato alzando la fronte e le guance e tirando indietro i muscoli del mandibolare in quella che è stata per l’artista una sperimentazione continua, ottenuta con grande difficoltà ma che ha donato all’opera grande realismo e dinamicità.
Troviamo in Francesco, una forte somiglianza alla figura di un bambino, quindi un anziano in un bambino, quell’elemento di purezza, espresso a pieno dalla figura del pontefice e dal materiale utilizzato, il marmo. L’armonia tra questo senso del bambino e la pelle, elementi che devono camminare insieme, senza che una cosa prevalga sull’altra crea quel senso di perfezione che rende l’opera viva, che rende a pieno la perfezione dell’anima pura che viene da Dio.
Mater Hominum
D-Plast e legno di Frassino, luce micro-led a 600 colori – 2021
Un volto in movimento, uno sguardo che ti segue, un opera pensata per stupire e per essere condivisa, per far entrare nelle case degli estimatori un oggetto d'arte ma anche di decoro, di innovazione e di spiritualità.
Mater Hominum, è il risultato di mesi di prove, studio di forme e geometrie, di luci ed ombre. Un’opera il cui effetto ottico realizzato in maniera naturale nella scultura stessa del volto, stupisce l’osservatore fin dal primo impatto. Grazie ad uno studio approfondito delle concavità e delle geometrie scolpite nel gesso, Ivan è riuscito a creare un’effetto ottico naturale, che da la sensazione costante e reale di essere osservati dalla Madonna. Sia gli occhi, quindi lo sguardo, sia l’intero volto ruotano in un movimento del tutto naturale, talmente realistico che viene spesso scambiato per un tablet o una raffigurazione digitale, ma in realtà si tratta un D- Plast, un particolare gesso ad alta resistenza a base d’acqua. La cornice è in legno di frassino, un materiale che iconograficamente fa da ponte tra l’uomo e il divino, ed essendo chiaro accompagna perfettamente il senso di modernità dell’oggetto. Ed infine la luce a micro led, realizzata in Italia con una particolare cromatura fatta da 600 colori diversi per creare una luce ottimale per la figura bianca all’interno unita ad una precisa angolazione crea l’effetto ottico dello sguardo in movimento.
Tra pochi giorni sarà possibile acquistare l’opera “Mater Hominum” su questo sito.
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Prossime Esposizioni
Incontra le mie opere
Dal 23 Settembre 2021 fino a fine anno.
Viterbo, Palazzo dei Papi
L’opera “Francesco” sarà esposta all’interno della sala Alessandro IV di Palazzo dei Papi.
Hanno scritto di me
Ivan è un "grande artista", ha ricevuto da Dio questo dono. Mi è caro rivolgere a lui un pensiero con ammirazione accompagnato da tanti buoni auguri per il suo luminoso avvenire.
Ezio Cardinali
Architetto, Critico D'Arte








